21 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Camere di Commercio: la Corte costituzionale mette in discussione l’accorpamento Pordenone-Udine

Gregoris: «Avevano sollecitato la Giunta a ricorrere, ma non ci ha ascoltato. Ora puntiamo con decisione a un’unica Camera in regione»
Camere di Commercio: la Corte Costituzionale mette in discussione l’accorpamento Pordenone-Udine
Camere di Commercio: la Corte Costituzionale mette in discussione l’accorpamento Pordenone-Udine (Web)

PORDENONE - I Cittadini prendono atto con soddisfazione della decisione depositata mercoledì 13 dicembre dalla Corte Costituzionale con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del Decreto legislativo di attuazione della delega per il riordino delle Camere di commercio, nella parte in cui stabilisce che il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico sia adottato «sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni» anziché previa intesa.

Nessun 'matrimonio' forzato
«Da mesi – ha sottolineato il consigliere regionale dei Cittadini, Gino Gregoris – sosteniamo con convinzione che il disegno di accorpamento delle Camere di commercio regionali, calato dall’alto da Roma senza essere concordato con la nostra Regione, era viziato da un’evidente incostituzionalità. L’area pordenonese non sarà dunque illegittimamente privata dell’ente che rappresenta le categorie economiche e costretta a un 'matrimonio forzato' con Udine. Bene avrebbe fatto la Giunta regionale ad ascoltare le ragioni che noi Cittadini avevamo più volte sollecitato, sostenendo questa posizione sia in sede di Conferenza Stato-Regioni sia costituendosi nel ricorso proposto dalla Camera di Commercio di Pordenone, basato sulle ragioni che oggi la Corte costituzionale ha condiviso. Soltanto i Cittadini, nell’ambito dell’attuale maggioranza, avevano denunciato l’ingiustificata inerzia della Regione, politicamente inaccettabile e formalmente basata su un sommario parere dell’ufficio legale regionale. A questo punto – ha concluso Gregoris – si riapre la partita per giungere alla creazione di un’unica Camera di commercio regionale, soluzione che i Cittadini hanno da sempre considerato la migliore per contare di più nel contesto produttivo del Nordest».