23 giugno 2018
Aggiornato 08:00
Cronaca | prime due settimane di servizio

Il bilancio della Sacile-Maniago… a pagare viaggiatori e contribuenti

A fronte delle criticità emerse è stata inviata ai sindaci una petizione di 759 firme raccolta tra studenti e pendolari per chiedere migliorie e garanzie

La sala d'aspetto della stazione di Maniago (© Comitato Pendolari Alto Friuli)

PORDENONE - «La situazione del servizio Fs lungo la Sacile-Maniago ha raggiunto livelli 'imbarazzanti', mai visti in Fvg, come evidenziato dai dati del monitoraggio effettuato dal blog TreniBelluno.it. Se non un record nazionale ci siamo molto vicini» afferma il Comitato Pendolari dell'Alto Friuli.
La linea ferroviaria ormai fa notizia anche fuori regione. Nelle prime due settimane di servizio il tasso delle soppressioni è stato pari al 13,8% (media Fvg dello 0,8%), della puntualità entro i 5 minuti del 64,6% (media Fvg del 95%) e della puntualità entro i 15 minuti del 74,9% (media Fvg 99,3%). L’indice di disservizio tra soppressioni e ritardi si attesta al 49% dei treni programmati. Dati che rischiano di far precipitare a livello nazionale le prestazioni della Direzione Fvg Trenitalia, la quale da quasi due anni si trova ai vertici della classifica per affidabilità e puntualità.

Le corse dopo la pausa natalizia
Anche la terza settimana è iniziata come le precedenti: mercoledì 27 dicembre, dopo la pausa natalizia, si sono verificate due soppressioni (R24888 e R24889) e due ritardi superiori ai 10 minuti (R24892 e R24889). Giovedì 28 le soppressioni sono state ben 4 e hanno coinvolto i treni della mattina (R24863, R24862, R24863, R24867). Venerdì 29 altri problemi con due treni soppressi il R24868 e il R24869 che si è fermato a Montereale. Tutti disagi causati da problemi tecnici derivanti dalla fragilità dell’infrastruttura ferroviaria, la quale non appare pronta a supportare l’esercizio. La linea è stata ammodernata per quanto riguarda l’armamento, ma non ancora per gli impianti di segnalamento, i quali risalgono ai primi anni ’90. Una struttura che in questo momento non riesce a reggere il numero elevato di treni (20) programmati, quasi il doppio rispetto al passato.    

La petizione
Venerdì 29 dicembre è stata inviata ai sindaci di Maniago, Montereale, Aviano, Budoia e Sacile, la petizione con 759 firme raccolte tra gli Studenti dei poli di Maniago e Sacile e da alcuni utenti, con la quale si chiedono precise garanzie sul servizio (dall’apertura immediata delle sale d’aspetto in stazione, a maggiori informazioni sul territorio, alla modifica degli orari). La petizione è già stata consegnata all’Assessore Santoro nel corso della trasmissione Elettroshock di Telefriuli.

Sale d'aspetto...chiuse
Oltre ai problemi infrastrutturali della linea, la situazione più critica per gli utenti è quella legata alle sale d’aspetto in stazione ancora chiuse. A Maniago la sala è pronta ma... mancano le sedie. Così mercoledì 27 dicembre un gruppo di 30 ragazzi sono stati costretti ad attendere il treno sotto un diluvio.

Un gruppo WhatsApp per monitorare il servizio
Il Comitato dei Pendolari ha recentemente appreso che è stato creato un gruppo WhatsApp amministrato dall’Assessore Santoro e formato da Enzo Volponi (funzionario dell’Ufficio Mobilità della Regione), Debora Del Basso (dipendente di Montagna Leader, già sindaco di Pinzano), dai sindaci di Maniago, Montereale, Budoia e dagli assessori di Aviano e Sacile?? la cui attività sarebbe quella di monitorare il servizio. Non partecipano invece al gruppo i responsabili di Rfi e Trenitalia. «Montagna Leader trasmette via WhatsApp le informazioni che giungono da Rfi e Trenitalia. Dire che si tratta di un’attività amministrativa atipica è poco… dagli Amministratori Locali, prime vedette sul territorio, ci si attenderebbe ben altro e non certo che passino il tempo a messaggiarsi tra loro in maniera autoreferenziale come fossero degli adolescenti» puntualizza il Comitato.

Mancanza di un progetto?
Per i rappresentanti dei viaggiatori si tratta di «superficialità e mancanza di organizzazione. E' emblematico che dopo 19 giorni ci sono ancora punti vendita che non sono al correte della tariffa promozionale e cittadini completamente disinformati su questo nuovo servizio. La ferrovia ormai è diventata solo un motivo di scontro tra fazioni, tra chi la vuole e chi no. Una situazione determinata dalla fretta di inaugurare la linea solo per motivi elettorali, senza aver pianificato e programmato nulla. Se questi sono i presupposti sarà molto difficile sviluppare un progetto di rilancio socio-economico sul territorio attraverso la valorizzazione turistica. Il rischio molto elevato è di rovinare quanto di buono fatto in questi cinque anni a causa di amministratori e politici che non si sono dimostrati all’altezza della situazione. Tutto è stato incentrato sulla grande festa inaugurale… purtroppo la smania di utilizzare la ferrovia per altri scopi ha fatto fare una gran brutta figura al Friuli Venezia Giulia e alla Pedemontana, diventata ormai una barzelletta ferroviaria nazionale».