19 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

A Cordenons Francesco Pannofino in "Bukurosh, mio nipote"

Unico appuntamento nel circuito Ert con la commedia di Gianni Clementi che andrà in scena sabato 10 febbraio alle 21 all’Auditorium Aldo Moro
A Cordenons Francesco Pannofino in "Bukurosh, mio nipote"
A Cordenons Francesco Pannofino in "Bukurosh, mio nipote" (Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia)

CORDENONS – Ritornano in teatro il consigliere comunale progressista Lucio, la moglie Ginevra, chef in carriera, e la loro figlia sedicenne Camilla. I personaggi de 'I suoceri albanesi' – commedia di successo nelle ultime due stagioni – sono i protagonisti del sequel, firmato sempre dalla penna di Gianni Clementi, dal titolo Bukurosh, mio nipote. Lo spettacolo, diretto da Claudio Boccaccini, vedrà sul palco Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, affiancati da Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà ed Elisabetta Clementi. Bukurosh andrà in scena per un’unica replica nel circuito Ert sabato 10 febbraio alle 21 all’Auditorium Aldo Moro di Cordenons. 

Gli interpreti
Francesco Pannofino – voce italiana di tanti attori Usa (George Clooney e Denzel Washington, tra gli altri) e protagonista nel ruolo del regista Renè Ferretti nella serie tv di culto Boris – è Lucio, mentre Emanuela Rossi è la moglie Ginevra. Ne 'I suoceri albanesi' la routine della famiglia veniva travolta da dei lavori di adeguamento dell’appartamento affidati a una ditta formata da due ragazzi albanesi. La figlia Camilla si innamorava di uno dei due, restava incinta e, dopo le resistenze dei genitori, convolava a nozze in Albania.

Il 'sequel' Bukurosh
Bukurosh, sequel ideale ma anche commedia autonoma, e parte proprio da qui, dal ritorno della famiglia dall’Albania dove si sono celebrate le nozze. Improvvisamente tutto sembra precipitare perché Lucio non viene eletto e da ex onorevole, per la prima volta in vita sua, scopre di non saper fare niente. Lui che ha dedicato tutta la sua vita sempre e solo alla politica, non ha un mestiere. La coppia cade in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà li riavvicinano e, come recita il famoso detto spagnolo: «un bambino arriva sempre con il pane sotto il braccio», la nascita di Bukurosh sembra sgombrare il cielo dalle nubi.
Un interno medio borghese, una famiglia che vede messa in pericolo la propria presunta stabilità ed è costretta a mettersi in gioco: Bukurosh, mio nipote è una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.
Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Centro Culturale Aldo Moro al numero 0434 932725.