19 ottobre 2018
Aggiornato 17:01

A Pordenone presentata la 24a edizione del Festival Dedica

Dal 10 al 17 marzo appuntamento con la rassegna che indagherà l'universo letterario dello scrittore e regista afghano Atiq Rahimi, per dare la parola a un paese stanco di guerre, animato da spirito di libertà e voglia di ricostruzione
A Pordenone presentata la 24a edizione del Festival Dedica
A Pordenone presentata la 24a edizione del Festival Dedica (Web)

PORDENONE - «Se esiste una missione della scrittura, è quella di dare la parola a chi non l'ha. La letteratura deve saper mettere le parole dove la loro assenza è uno scandalo», dice Atiq Rahimi, lo scrittore e regista afghano che sarà protagonista della 24a edizione del festival 'Dedica', dal 10 al 17 marzo, a Pordenone. La 24a edizione del festival è stata presentato nella sala consiliare del municipio di Pordenone. Sono intervenuti il direttore artistico del festival Claudio Cattaruzza, il curatore delle anteprime del festival Andrea Visentin, l’assessore comunale alla cultura Pietro Tropeano , il vice presidente della giunta regionale Sergio Bolzonello. In apertura sono stati ricordati Angelo Cozzarini, che ideò e lanciò 'Dedica' e fu a lungo presidente dell’associazione Thesis e Nicoletta Pozzi, direttrice della biblioteca di Pordenone, da sempre amica di Dedica e preziosa collaboratrice.

La rassegna in dieci appuntamenti
La rassegna - che sarà inaugurata sabato 10 marzo nel Teatro Verdi di Pordenone - si addentrerà nell’universo letterario dell’autore anche per dare la parola, attraverso la sua voce di artista e intellettuale, a un Paese - l’Afghanistan - animato da un grande spirito di libertà e di voglia di ricostruzione. Un Paese che ha lungamente sofferto e di cui le cronache sono costrette a parlarci ancora in modo drammatico. Ma come scrive Rahimi gli afghani «non sono affatto un popolo di guerrieri. Un tempo erano liberi, gioiosi, ospitali. E oggi vogliono la pace. Pagano il prezzo di tutte le politiche di potenza, di tutte le follie, di tutti i rancori e di tutte le voglie di vendetta. Io penso al popolo dell'Afghanistan, fatto di gente comune e terribilmente stanco di guerre e di tragedie».
Sono dieci gli appuntamenti del festival – fra spettacoli, conversazioni, cinema, musica, arte, libri, percorsi per giovani e famiglie - che si alterneranno, a Pordenone, fra il Convento di San Francesco, il Teatro Verdi, il Municipio, la Biblioteca Civica, Cinemazero, con una tappa all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 


Il dopo festival con la donna più famosa d'Afghanistan
Per la settimana successiva al festival, 'Dedica' ha inoltre in serbo due date altrettanto prestigiose, che porteranno in regione Malalai Joya, diventata un simbolo mondiale della lotta per i diritti delle donne. Salì agli onori delle cronache nel 2003, quando come delegata dell’assemblea del popolo pronunciò un discorso con il quale osò apertamente sfidare i signori della guerra. La sua voce e il suo coraggio fecero il giro del mondo e da allora vive sotto scorta, viaggiando per le province dell’Afghanistan e parlando alle conferenze di mezzo mondo. Per il suo coraggioso impegno ha ricevuto numerose onorificenze e importanti riconoscimenti internazionali. Grazie anche al sostegno della Bcc Pordenonese Malalai Joya sarà a Pordenone mercoledì 21 marzo e a Udine giovedì 22 marzo (in collaborazione con Vicino/Lontano).

Si rinnova la formula originale
Si rinnova l’originale formula che concentra in un’intensa settimana i dieci eventi. «Una vera immersione nel mondo dell’autore protagonista - sottolinea il curatore di Dedica, Claudio Cattaruzza - attorno al quale ogni edizione costruisce il proprio specifico itinerario. Con l’obiettivo di offrire al pubblico un’occasione rara di condividere una coerente riflessione sulla figura dell’ospite, cosicché dal fulcro della sua produzione letteraria si possa spaziare sul pensiero, sui contesti culturali, sulle varie forme artistiche che i più diversi mezzi espressivi sanno far emergere dalla sua opera». Una formula che non cambia perché, oltre ad essere apprezzata dagli autori e dal pubblico, si conferma vincente e rimane unica nel vivace panorama delle rassegne letterarie italiane. «Un’eccellenza della cultura regionale – afferma il presidente del’associazione Thesis Antonino Frusteri - che porta con sé uno straordinario ritorno di immagine per Pordenone e il Friuli Venezia Giulia, sottolineato dagli stessi autori che ogni anno ci onorano della loro presenza. Anche Bjorn Larsson, protagonista nel 2017, salutandoci dichiarò che Dedica è il miglior biglietto da visita, oltre che forma di promozione, per la reputazione e credibilità della città e della regione».

Organizzatori, special partner e sostenitori
Il festival sarà preceduto da un ricco calendario di anteprime che dal 16 febbraio al 7 marzo accompagneranno il pubblico all’appuntamento con la rassegna, realizzate in collaborazione con diversi soggetti che si occupano di cultura in Friuli Venezia Giulia.
Ideato e curato dall’associazione Thesis, il progetto 'Dedica' è promosso da istituzioni ed enti pubblici, in particolare dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, da PromoTurismoFvg, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli, che sostiene il festival nel solco di un impegno pluriennale per la valorizzazione e lo sviluppo della cultura. Il 21 febbraio la Fondazione aprirà inoltre la propria sede, palazzo Contarini, a Udine, per la presentazione del libro di Cristiana Cella 'Sotto un cielo di stoffa. Avvocate a Kabul', evento nel percorso delle anteprime.
Anche quest’anno Dedica è realizzata con il sostegno dello special partner Gruppo Servizi Cgn, che nell’ambito del più ampio progetto per la promozione e divulgazione della cultura in azienda e sul territorio, con Thesis ha organizzato un appuntamento speciale inserito nel percorso di 'Aspettando Dedica' (giovedì 22 febbraio, alle 18.15, nella sede Oceano Servizi Cgn: 'Il dovere della testimonianza', incontro con il giornalista di guerra Fausto Biloslavo).
Crédit Agricole FriulAdria, da anni a fianco del festival, ribadisce il suo sostegno e oltre a organizzare a palazzo Cossetti, dal 27 febbraio, la mostra 'Afghanistan…per dove…' inserita fra le anteprime, conferma il Premio 'Una vita per la scrittura', che sarà consegnato al protagonista di 'Dedica' il 13 marzo, alle 20.45, nel convento San Francesco. Ha inoltre rinnovato il prezioso supporto UnipolSai Assicurazioni (Agenzia di Pordenone).

Lo scrittore e regista afghano Atiq Rahimi
Scrittore e cineasta, è nato a Kabul in Afghanistan nel 1962. Nel 1984, dopo l'invasione sovietica, fugge dall'Afghanistan e trova rifugio in Francia, dove ottiene asilo politico e successivamente la cittadinanza. A Parigi completa gli studi conseguendo un master in Cinema e comunicazione audiovisiva. In seguito realizza numerosi spot pubblicitari e diversi documentari tra cui ricordiamo Zaher Shah, le royaume de l'exil (2000), (A)fghanistan: Un Etat impossible? (2002) per la televisione francese. Nel 2000 pubblica Khâkestar o khâk (traduzione italiana Terra e cenere, Einaudi, 2002) che gli conferirà una notorietà internazionale. La trasposizione cinematografica da lui diretta vince il Prix du Regard vers l'Avenir al Festival di Cannes del 2004 ed ottiene altri numerosi riconoscimenti. Nel 2002 pubblica, ancora nella sua lingua madre, Hezar Khane e Khab Va Ekhtenagh (traduzione italiana: Le mille case del sogno e del terrore, Einaudi, 2003), nel 2004 Tassvir va tassavore bazghasht (traduzione italiana: L’immagine del ritorno, Einaudi, 2004). Nel 2008 con Syngué sabour. Pierre de patience (traduzione italiana: Pietra di pazienza, Einaudi, 2009) scrive il primo romanzo direttamente in francese. Il libro in breve diventa il 'caso' letterario dell’anno e gli vale l’assegnazione del prestigioso Premio Goncourt. Anche da questo libro viene tratto un film di cui cura la regia e, insieme a Jean-Claude Carrière, la sceneggiatura. Nel 2011 pubblica Maudit soit Dostoïevski (traduzione italiana: Maledetto Dostoevskij, Einaudi, 2012), nel 2015 La ballade du calame (traduzione italiana: Grammatica di un esilio, Bee, 2018).

Il programma
Sabato 10 marzo, alle 16.30, nel teatro Verdi, il festival sarà aperto da una conversazione con il suo protagonista. A dialogare con Atiq Rahimi il saggista e giornalista culturale Fabio Gambaro (La Repubblica, L’Espresso, Le Monde), nonché direttore dell’Istituto italiano di cultura a Parigi: una prima occasione per conoscere il poliedrico universo culturale di Rahimi, dove la passione per la scrittura, la letteratura e le arti visive non sono mai estranei alle sue origini e al mondo che le circonda. Ulteriori approfondimenti e contenuti inediti sono presenti nella monografia che accompagna il festival: un’intervista allo scrittore di Fabio Gambaro, un inedito di Atiq Rahimi per Dedica e uno scritto originale di Tahar Ben Jelloun.
Domenica 11 marzo, alle 11, nella biblioteca di Pordenone, che collabora all’evento, Atiq Rahimi inaugurerà la sua mostra fotografica 'L’immagine del ritorno' (presentazione del critico d’arte Angelo Bertani). Dopo vent’anni d’esilio Rahimi, nel 2002, è ritornato a Kabul e attraverso il filtro di una vecchia e rudimentale macchina fotografica si è incamminato sulla via che avrebbe potuto portarlo a riconquistare l’identità perduta. Ne è nato un racconto in cui la fotografia accompagna per mano la scrittura e la scrittura accompagna per mano la fotografia.
Lunedì 12 marzo, alle 20.45, nel Convento di San Francesco, primo appuntamento con il teatro. 'Terra e cenere', lettura scenica tratta dall’omonimo romanzo di Atiq Rahimi, con Fausto Russo Alesi (che cura anche la regia) e scenofonia di Roberto Tarasco, è una storia che si svolge nei dintorni della città di Polkhomrí, in Afghanistan, negli anni dell'occupazione sovietica. Lo scenario è un paesaggio fisico e umano ridotto all'osso. I protagonisti sono un vecchio e un bambino seduti sul ciglio della strada…
Martedì 13 marzo, alle 11, si rinnova il prestigioso appuntamento che porta l’ospite di Dedica a Venezia, all’Università Ca’ Foscari, alle 11 (Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati). 'Il potere delle parole' è il titolo della conversazione con Atiq Rahimi, condotta da Marie-Christine Jamet e Gabrielle Gamberini. E sempre martedì 13 marzo, alle 20.45, nel Convento di San Francesco, l’attesa presentazione del nuovo libro di Atiq Rahimi, 'Grammatica di un esilio', edito da Bottega Errante, un racconto intimo e poetico, una meditazione su ciò che resta della propria vita quando si perde la terra dell’infanzia e si è costretti all’esilio. Sarà curata dallo scrittore Paolo di Paolo. Nell’occasione Rahimi riceverà il Premio Crédit Agricole Friuladria 'Una vita per la scrittura'.
Mercoledì 14 marzo, alle 11, nella sala consiliare del municipio, la cerimonia ufficiale per la consegna del sigillo della città a Atiq Rahimi, prestigioso riconoscimento assegnato a persone che onorano l’alto senso del sociale, della cultura e della politica. Saranno poi premiati i lavori realizzati nell’ambito del progetto 'Parole e immagini per Atiq Rahimi', rivolto agli studenti delle scuole superiori di Pordenone e provincia e quest’anno aperto anche ad alcuni istituti comprensivi del capoluogo. Sempre mercoledi 14 marzo, alle 20.45, Dedica si declina in cinema e propone in collaborazione con Cinemazero il film 'Come pietra paziente', tratto dal best seller di Atiq Rahimi vincitore del Goncourt nel 2008, «una di quelle opere straordinarie che ogni tanto il cinema sa dare, incantandoci e costringendoci a pensare al dolore del mondo, e in questo caso all'oppressione delle donne cui tutto viene negato in società patriarcali, dominate dalla frustrazione sessuale e dalla tirannia religiosa».(Natalia Aspesi, La Repubblica, 28 marzo 2013). L’introduzione sarà curata da Atiq Rahimi e da Riccardo Costantini.
Giovedì 15 marzo, alle 20.45, nel Convento San Francesco, spazio ancora alla parola in scena con 'Dodici movimenti per in-completare', lettura del testo tratto dal libro 'La ballade du calame' di Atiq Rahimi: il racconto intimo e poetico della condizione di esiliato e della ferita insanabile che ne segue prende vita sul palco attraverso la voce dell'autore, cui si alterna quella di Alice Rahimi, attrice e figlia di Atiq. Il coordinamento scenico è di Ferruccio Merisi, con interventi musicali di Giorgio Pacorig. Collabora il Circolo Controtempo.
Venerdì 16 marzo, alle 20.45, ancora nel Convento San Francesco, si parlerà di 'Afghanistan: un conflitto senza fine' con Manlio Graziano (presenta Cristiano Riva), insegnante di geopolitica, collaboratore del Corriere della Sera e di Limes, autore di diversi saggi. Collabora l’associazione culturale Aladura.
Sabato 17 marzo, alle 20.45, finale in musica, nel convento San Francesco, con 'Armonie e linguaggi', il concerto dello Gnu Quartet (Raffaele Rebaudengo – viola, Francesca Rapetti – flauto, Roberto Izzo – violino e Stefano Cabrera – violoncello), curioso connubio fra identità musicali diverse. Il risultato è un animale da palco con il corpo da musicista classico, il cervello da jazzista e le zampe da rockettaro. Collabora l’associazione culturale Sexto.

Iniziative con e per le scuole e le giovani generazioni
Dal 5 al 23 marzo, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado di Pordenone, laboratori di letture animate a cura dell’Associazione culturale 0432: proposta di educazione alla lettura su contenuti che fanno riferimento alla cultura afgana, presentata attraverso fiabe tradizionali o racconti originali. La scena della parola: destinato agli studenti delle secondarie, percorso di approfondimento della personalità di Rahimi che sfocerà in un incontro esclusivo con l’autore mercoledì 14 marzo, alle 15. Il Premio speciale 'Dedica', riservato agli studenti universitari, istituito dal Comune di Pordenone nell’ambito del concorso 'Europa e Giovani 2017', promosso dall'Istituto Regionale Studi Europei.
Ancora una volta 'Dedica' collabora con il Salone Internazionale del Libro di Torino. Gli incontri vengono documentati nello spazio del Salone riservato al BookBlog, giornale online realizzato dagli studenti per dare conto di personaggi, idee ed eventi relativi ai più importanti festival letterari d’Italia. Per 'Dedica' è al lavoro un gruppo di blogger del Liceo Grigoletti di Pordenone.

I protagonisti delle edizioni precedenti
La manifestazione ha esordito con protagonisti del teatro di ricerca (nel 1995 il Laboratorio Teatro Settimo, nel 1996 Cesare Lievi, nel 1997 la Compagnia I Magazzini), per poi passare a Moni Ovadia, nel 1999 a Claudio Magris, nel 2000 a Dacia Maraini, nel 2001 ad Antonio Tabucchi, nel 2002 ad Amin Maalouf, nel 2003 a Vassilis Vassilikos, nel 2004 ad Assia Djebar, nel 2005 a Paco Ignacio Taibo II, nel 2006 ad Anita Desai, nel 2007 ad Amos Oz, nel 2008 a Nadine Gordimer, nel 2009 a Paul Auster, nel 2010 a Hans Magnus Enzensberger, nel 2011 a Cees Nooteboom, nel 2012 a Wole Soyinka, nel 2013 a Javier Cercas, nel 2014 a Tahar Ben Jelloun, nel 2015 a Luis Sepúlveda, nel 2016 a Yasmina Khadra. nel 2017 a Björn Larsson.

Biglietti e prevendite
Spettacoli del 12 e 15 marzo: 8 euro (posto numerato), Concerto del 17 marzo: 15 euro (posto numerato). Tutti gli altri appuntamenti sono a ingresso libero. È possibile acquistare i biglietti in prevendita nella biglietteria del Teatro Verdi dal 3 marzo (Info: 0434 247624).