19 aprile 2018
Aggiornato 21:00
la replica del comitato dei pendolari

Sacile-Maniago: la Regione censura i dati sul numero dei passeggeri. Continuano i disservizi

I rappresentanti dei pendolari della pedemontana: «è grave che la Regione non abbia reso pubblici i dati sui passeggeri medi trasportati sulle 20 corse al giorno della Sacile-Maniago, per la quale è prevista una spesa di 2,5 milioni di euro annui»

Sacile-Maniago: la Regione censura i dati sul numero dei passeggeri. Continuano i disservizi (© Comitato Pendolari Alto Friuli)

SACILE-MANIAGO - Il Comitato Pendolari dell'Alto Friuli apprende dalla stampa che a parere della Regione «la ferrovia Sacile-Maniago ora decolla. Soppressioni azzerate». Emblematica è la risposta dell’Assessore Santoro all’interrogazione del consigliere Roberto Revelant, postata sul suo profilo Facebook. Il consigliere ha chiesto di «conoscere il numero di passeggeri medi presenti a bordo dei 20 treni al giorno della Sacile Maniago», nonché «il cronoprogramma con il quale la Regione intende recuperare il tempo perduto impegnandosi a strutturare un vero progetto, non solo ferroviario, ma anche turistico, che comprenda orari e tariffe in sintonia con le necessità dell’utenza».
«Le mancante risposte sul numero medio dei passeggeri trasportati, dimostrano forse che è inopportuno far conoscere pubblicamente questo dato?» E' la domanda che si pone il Comitato, che aggiunge «la Regione omette di rilevare che la puntualità entro i 5 minuti dall’11 dicembre al 3 febbraio è tra le più basse d’Italia (81,6%), con un tasso di soppressioni da record causato principalmente da guasti alla linea. Affermare poi che il servizio si stia allineando agli standard medi del resto della regione 'favola da libro Cuore', visto che non passa giorno che si registrano ritardi o soppressioni».  

Continuano i ritardi e le soppressioni
Venerdì 9 febbraio un’anormalità di circolazione causata dal guasto a un passaggio a livello fra Budoia e Sacile ha coinvolto il R24883 Maniago-Sacile, che ha maturato un ritardo di oltre 20 minuti Martedì 13 febbraio un altro passaggio a livello a Montereale Valcellina ha causato il ritardo di 20 minuti del R24893 Maniago-Sacile. Mercoledì 14 febbraio sono stati colpiti i treni mattutini R24862 e 24864 (Sacile-Maniago) che hanno maturato ritardo facendo saltare le coincidenze bus per Spilimbergo, mentre il R24867 Maniago-Sacile ha maturato un ritardo di 12 minuti. Giovedì 15 febbraio un guasto al passaggio a livello di Montereale ha mandato in tilt la circolazione. Due le soppressioni R24867 (Maniago-Sacile delle 7.22), autosostituito e R24862 (Sacile-Maniago delle 6.34) soppresso con viaggiatori trasbordati sul successivo R24864. I R24863 (Maniago-Sacile delle 5.52) e R24864 (Sacile-Maniago delle 6.53) hanno invece maturato ritardi di 34 e 27 minuti.
Pesanti i disagi soprattutto per gli studenti, limitati grazie al personale di Trenitalia che a Sacile ha messo a disposizione una navetta per i ragazzi diretti all’Isis Brugnera.  

Tra giustificazioni e omissioni
L’Assessore Santoro dopo aver giustificato la situazione come «normale rodaggio», gira la responsabilità su Rfi e Trenitalia, affermando che «la riapertura della linea ferroviaria è stata operata dal Gestore dell’Infrastruttura (Rfi) e dal Gestore del Servizio (Trenitalia) in tempi congrui e senza alcuna sollecitazione della Regione ad accelerare le tempistiche»; per i Pendolari «pare che Santoro non comprenda che gli studenti da oltre un mese arrivano in ritardo all’inizio delle lezioni, talvolta costretti a furiose corse mattutine altre volte ad utilizzare mezzi di fortuna, perfino in taxi, mentre i pendolari-lavoratori devono timbrare il cartellino. Si è perso completamente il senso della realtà: la mancanza di risposte sia alla petizione di 759 firme consegnata a dicembre alla Santoro dagli studenti nel corso di una trasmissione televisiva, che alle nostre proposte di modifica dell’orario, evidenziano un 'menefreghismo istituzionale', ma soprattutto una mancanza di rispetto verso chi utilizza quotidianamente il treno, pagando un biglietto!» - così concludono - «è grave che la Regione non abbia reso pubblici i dati sui passeggeri medi trasportati sulle 20 corse al giorno della Sacile-Maniago, per la quale è prevista una spesa di 2,5 milioni di euro annui. Nessuno vuole ora assumersi le proprie responsabilità. E’ necessario ripartire da zero, con una regia all’altezza che possa coordinare in maniera efficiente le attività ferroviarie con quelle del territorio. Visto che la regione non intende rendere pubblici i dati nelle prossime settimane avvieremo un'indagine sui treni per quantificare l'utenza e per comprendere quali siano i treni più frequentati».