26 settembre 2018
Aggiornato 13:00

Vigili del fuoco di Pordenone: «Noi, insieme da un trentennio»

Sono trascorsi 35 anni da quando 24 nuove unità operative sono state immesse nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e dopo tre mesi di addestramento alle Scuole Centrali Antincendi assegnate al Comando provinciale di Pordenone
Vigili del fuoco di Pordenone: «Noi, insieme da un trentennio»
Vigili del fuoco di Pordenone: «Noi, insieme da un trentennio» (Vigili del Fuoco)

PORDENONE - Sono trascorsi 35 anni da quando 24 nuove unità operative sono state immesse nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e dopo tre mesi di addestramento alle Scuole Centrali Antincendi assegnate al Comando provinciale di Pordenone. Pordenone, Maniago, Spilimbergo San Vito al Tagliamento, queste sono state le loro prime assegnazioni in ambito provinciale, ma tutti hanno poi avuto progressioni in carriera per farli assumere nuovi ruoli nell'ambito delle gerarchie dei vigili del fuoco, anche attraverso esperienze in altre sedi come ad esempio Trieste, Udine, Venezia e Treviso, solo per citarne alcune.

IL MONDO DEL SOCCORSO - 35 anni in cui sono cresciuti professionalmente nel mondo del soccorso attraverso esperienze dirette in micro e macro emergenze nel quotidiano, un periodo che li ha visti coinvolti in incendi, terremoti, alluvioni, soccorsi stradali ed altri interventi di varia gravità. Ma nel loro carnet ci sono anche interventi su cui poter scherzare, come può essere il classico gattino sull'albero o altri interventi che si potrebbero definire 'buffi', ma le cui richieste provenivano da persone per le quali quell'aspetto aveva particolare importanza, perchè anche questo deve saper fare un vifgile de fuoco: valutare l'importanza di un problema sulla base di come lo vivono le persone. 35 anni, un periodo che li ha certamente messi alla prova sia fisicamente che emotivamente a fianco delle persone che hanno richiesto il loro aiuto, di una popolazione della quale si ritengono ancora al servizio, perchè fare il vigile del fuoco rappresenta un percorso umano di particolare e riconosciuta importanza, che non può finire riconsegnando la divisa.

IL RITROVO ANNUALE - Di questi 24 operatori del soccorso in 20 si sono ritrovati giovedì 1 marzo come ogni anno, un gruppo ancora coeso a fronte del tempo trascorso e delle difficoltà della vita di ognuno. Alcuni sono già in pensione, altri ancora operativi, qualcuno è anche arrivato in ritardo perchè impegnato con la propria squadra fino alla fine del turno. Tutte storie di grande orgoglio e senso di appartenenza i cui ricordi hanno riempito l'incontro, perchè «è difficile togliersi la divisa e dimenticare le esperienze vissute assieme, molte delle quali addirittura difficili da condividere con i propri famigliari o amici perchè per capirle bisogna essere 'uno di noi'». Qualche ora di risate, perchè anche servono anche quelle, e molti ricordi.

I PRESENTI - I nomi dei presenti all'annuale ritrovo del 1 marzo sono: Aristide Amati, Andrea Antonel, Orlano Bigatton, Pierino Brosolo, Renzo Buosi, Giuseppe De Marco, Roberto De Piccoli, Ivo Furlan, Bruno Leschiutta, Giovanni Maiano, Delfio Martin, Franco Miniutti, Stefano Origoni, Ezio Polese, Giampietro Piva, Danilo Tadiotti, Gianni Scussat, Stefano Redolfi, Stefano Zanut, Agostino Zucchet. Alcuni mancavano per altri impegni personali, ma era come ci fossero anche loro.