19 agosto 2018
Aggiornato 09:00

Ferrovia Pedemontana: la situazione precipita tra Pasqua e Pasquetta

Il Comitato Pendolari Alto Friuli e il loro portavoce, Andrea Palese, non ce la fanno più. I rappresentanti dei viaggiatori da mesi continuano a lamentare una serie di guasti e disservizi sulla linea ferroviaria Sacile-Maniago
Treno fermo a Montereale Valcellina
Treno fermo a Montereale Valcellina (Comitato Pendolari Alto Friuli)

SACILE-MANIAGO - Il Comitato Pendolari Alto Friuli e il loro portavoce, Andrea Palese, non ce la fanno più. I rappresentanti dei viaggiatori da quattro 'interminabili' mesi continuano a lamentare una serie infinita di guasti e disservizi sulla linea ferroviaria Sacile-Maniago, restituita al territorio pordenonese dopo attese e 'battaglie' durate oltre 5 anni. Il 'tracollo' è arrivato con le festività pasquali: tra Pasqua e Pasquetta si è consumato un vero e proprio 'calvario'...da giovedì 29 a sabato 31 marzo sono state dieci le soppressioni e vari i ritardi superiori ai 25 minuti mentre domenica 1 e lunedì 2 aprile ci sono stati altri guasti con soppressioni e ritardi fino a 107 minuti. 

I DATI IMPIETOSI DELLE FESTIVITA'- Come denuncia il Comitato Pendolari i dati sono impietosi «dall'11 dicembre al 31 marzo la puntualità entro i 5 minuti è stata dell'84,2% contro il 95% della media delle altre linee regionali. Da dicembre scorso non è passato giorno senza che si registrino ritardi e soppressioni causati dai guasti alla linea e in particolare ai passaggi a livello. Questa situazione è valsa alla 'Pedemontana' l'appellativo di 'barzelletta ferroviaria d'Italia'».
Il giorno di Pasquetta una famiglia che aveva organizzato una gita è salita a Maniago sul treno regionale 24883 alle 14.14 ed è giunta ad Aviano alle 16.30, con 2 ore di ritardo (il treno si è fermato in linea a causa di un passaggio a livello guasto). Sconsolati sono scesi e si sono fatti venire a prendere da parenti. Il treno per la cronaca è giunto a Sacile con 107 minuti di ritardo.
Non è andata meglio a chi aspettava il regionale 24882 Sacile-Maniago delle 15.10, soppresso dopo 50 minuti di attesa e non autosostituito, mentre il regionale 24889 Maniago-Sacile delle 16.14 è stato soppresso e autosotituito. Il primo treno a partire è stato il R24888 Sacile-Maniago delle 17.10.
«Oramai parliamo di scene di ordinaria follia in perfetto clima da girone dantesco - afferma il portavoce dei viaggiatori - a nulla sono valse le 753 firme raccolte con una petizione e consegnate all'assessore Santoro e ai sindaci, lasciate senza risposta». 
«Come è noto ammontano a 17 milioni di euro gli investimenti impiegati da RFI per la riattivazione della linea (e 2,5 milioni di euro annuali dalla Regione per la gestione del servizio), una decisione chiaramente affrettata e mossa da evidenti fini elettorali e/o per dispensare probabili appalti - parole dure dell'esponente del Comitato che non ci sta più a rimanere a 'guardare' impotente - cosa che non appoggiamo. Essendo stati tra i principali promotori della tratta non ci stiamo a veder pregiudicato il nostro lavoro di anni a causa dell'incapacità di politici e dirigenti FS».

INDIVIDUATI I RESPONSABILI - Per i rappresentanti dei pendolari i responsabili hanno nomi e cognomi: Debora Serracchiani, Presidente FVG, Mariagrazia Santoro, Assessore alle Infrastrutture, Sergio Bolzonello, Assessore al turismo, Gino Martinuzzo, Presidente di Montagna Leader, ed alcuni Sindaci, a partire da quello di Maniago, Andrea Carli. Non mancano ovviamente le responsabilità a livello amministrativo da parte dei funzionari regionali e dei dirigenti FS che dovevano programmare e coordinare il servizio. Ora viene chiesto loro di assumersi le proprie responsabilità.

TEMPO SCADUTO, SI PASSA ALL'AZIONE - «Il tempo delle scuse è ampiamente scaduto, visto l'investimento ingente di denaro pubblico è richiesto si faccia chiarezza e si verifichino puntualmente le responsabilità - concludono dal Comitato - per questo noi chiederemo spiegazioni a tutte le Istituzioni interessate, dalla Regione, ai Sindaci, a RFI e Trenitalia. Interesseremo pure il Prefetto, il Ministero dei Trasporti e quello del Tesoro (azionista unico di FS), nonché l'Autorità Nazionale Sicurezza Ferroviaria e l'Autorità Nazionale Anticorruzione del Presidente Raffaele Cantone. Vogliamo vederci chiaro e valuteremo quali azioni svolgere, in ogni sede opportuna, perché è impossibile che questa vicenda passi in sordina e che si cerchi di mettere la polvere sotto il tappeto, mettendo tutto sotto silenzio».