20 aprile 2018
Aggiornato 14:00
Vitis Rauscedo

Pordenone, presentata la barbatella "bio": sposalizio tra tecnologia ed etica

La nuova grande sfida della cooperativa di Rauscedo: quello di produrre tra il milione e il milione e mezzo di innesti nel 2020

Pordenone, presentata la barbatella "bio": sposalizio tra tecnologia ed etica (ę Vitis Rauscedo)

PORDENONE - Una barbatella bio che 'sposa' qualità tecnologica e qualità etica. A produrla è Vitis Rauscedo, una delle aziende leader del settore vivaistico-viticolo, che ha presentato ufficialmente Vitis Bio, progetto nuovo e all’avanguardia.

UN PROGETTO FRUTTO DI RICERCA E SPERIMENTAZIONI - Di fronte a una qualificata platea di operatori del settore ed esperti, provenienti da tutta Italia, Graziano Manenti e Angelo Divittini di Vitis Rauscedo hanno illustrato le caratteristiche principali della nuova (e avanzata) sperimentazione che diventerà una fondamentale linea di prodotto. I primi innesti sono di quest’anno, ma è solamente un primo step di un lavoro in cui Vitis ha investito risorse umane ed economiche, in termini di ricerca e sperimentazioni, già dal 2009. Nel 2020 l’azienda ha come obiettivo quello di produrre tra il milione e il milione e mezzo di innesti, potendo contare su terreni certificati BIO in continua espansione sul territorio regionale e non. Tutto è e sarà gestito direttamente da tecnici e personale interni, garantendone così il massimo livello di controllo. Oltre al bio Vitis è sempre aperto a nuove sperimentazioni, come quella che dal 2013 riguarda le diverse tipologie di innesto. Se ne stanno verificando e osservando i benefici in termini di qualità della barbatella e impatto ambientale: i primi riscontri sono ottimi. Si tratta, per il momento, di piccole produzioni in un contesto complessivo che conta fra i 7 e gli 8 milioni di innesti annui.

VITIS, UNA COOPERATIVA A CARATTERE FAMIGLIARE - Vitis è una cooperativa a carattere famigliare che conta 13 soci: fondata nel 1985, è oggi presente in tutta Italia, con esportazioni all’estero del 15-20 per cento (principalmente in Europa). Sempre più cruciale è ritenuto il bio, settore che rappresenta il 20 per cento della viticoltura italiana (120 mila ettari già bio o in conversione). Per la speciale occasione Vitis ha proposto un incontro tecnico: l’azienda, infatti, crede molto nel confronto e nel dialogo con i propri partner/clienti così da intraprendere con loro un percorso comune che porti benefici a entrambe le parti. Il tema, molto sentito fra gli operatori del settore, era la difesa dalle malattie del legno. Sono intervenuti come relatori Enzo Mescalchin, della Fondazione Edmund Mach; Elisa Angelini, di Crea Viticoltura Enologia; Laura Mugnai, docente del Dipartimento Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze; Stefano Di Marco, del Cnr di Bologna.