18 giugno 2018
Aggiornato 00:00
Eventi & Cultura | Dall’11 al 15 aprile

Si apre l’undicesima edizione de "Le Voci dell’Inchiesta"

Si inizia con il Biagi ritrovato, accompagnato dall’intervento del suo collaboratore e amico Loris Mazzetti. Grand Opening in compagnia del reporter di guerra Amedeo Ricucci, primo vincitore del premio Il coraggio delle Immagini – istituito dal festival quest’anno – e l’anteprima nazionale di Another News Story, in compagnia del regista Orban Wallace.

Si apre l’undicesima edizione de "Le Voci dell’Inchiesta" (© Cinemazero)

PORDENONE Mercoledì 11 aprile si apre il sipario sull’undicesima edizione de Le Voci dell’Inchiesta – il festival di cinema del reale promosso e ospitato da Cinemazero (piazza maestri del lavoro, 3) e coordinato da Riccardo Costantini, realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la partecipazione del Comune di Pordenone – con importanti appuntamenti già dalle 17.

UN REPORTAGE DI ENZO BIAGI - Si inizia infatti con un reportage di Enzo Biagi che il suo più stretto collaboratore e biografo, Loris Mazzetti, non ha mai visto e che commenterà a caldo in compagnia del pubblico. 'Jugend' infatti raggiunse i tubi catodici del Belpaese in un assolato agosto del 1966, con un posizionamento di palinsesto che i malpensanti potrebbero imputare al suo contenuto. In questo reportage – che torna a rivolgersi al pubblico grazie alla donazione della pellicola da parte del Centro di Cultura 'La Medusa' di Este (Padova), dove il maestro lo presentò 50 anni fa, e alla nuova copia curata da La Cineteca del Friuli e realizzata dal suo laboratorio digitale – Biagi intervista i giovani tedeschi all’alba del ’68, in una Berlino divisa dal filo spinato (non ancora dal muro), ma già alle prese con l’incombente fantasma del nazismo, con il sogno frustrato di una generazione che deve fare i conti col passato, decidere se e come sopravvivere al presente e sognare un futuro incerto.

UN'ANTEPRIMA NAZIONALE - Seguirà – sempre in collaborazione con il Circolo della Stampa di Pordenone e dell’Ordine dei Giornalisti FVG – l’anteprima nazionale di 'Living in Demmin' di Martin Farkas (alle 18), che parte dai ricordi dei sopravvissuti alla tragedia di massa della cittadina di Demmin dove, dopo l’arrivo delle truppe sovietiche sul finire della Seconda Guerra Mondiale, oltre 900 abitanti si suicidarono, incapaci di accettare la fine del Reich, per il terrore di ritorsioni o come estremo gesto di rifiuto di una 'dominazione comunista'. Un episodio che oggi è strumentalizzato da gruppi di neonazisti che si rivolgono nuovamente a giovani intrappolati in una morsa di crisi e disoccupazione, trovando terreno fertile per mitizzare un doloroso passato, riproposto 'rivisto e corretto', spogliato dell’orrore che lo caratterizzò.

UNA RETROSPETTIVA SUL '68 - Alle 18.15 (in sala Modotti) 'Due o tre cose che (forse non) so del ’68': il primo appuntamento con tre selezioni diverse sulle piccole/grandi rivoluzioni che in quell’anno chiave si svilupparono in vari e poco battuti angoli del mondo. La retrospettiva è curata da Federico Rossin, storico e critico del cinema che collabora con varie istituzioni internazionali, dal Cinéma du réel alla Cinémathèque française, che introdurrà le visioni.

L'OPENING - L’Opening però è fissato per le 20.45, quando il mondo del giornalismo sarà doppiamente protagonista: sullo schermo con l’anteprima nazionale di Another News Story – presentato dal suo giovane e già acclamato regista Orban Wallace – e per il gran finale che vedrà Amedeo Ricucci, inviato di guerra che dal 1993 copre i più importanti conflitti nel mondo, ricevere la prima edizione del Premio 'Il coraggio delle immagini' – reso possibile dal sostegno dell’associazione Il Capitello – che va ad aggiungersi ad una lunga lista di riconoscimenti, nazionali e internazionali. Graditi ospiti sono anche gli amici Gustav Hofer e Luca Ragazzi, che hanno scelto Le Voci dell’Inchiesta per presentare in anteprima assoluta il corto Isola Europa, una piccola poesia in immagini con cui i due documentaristi – Improvvisamente l’inverno scorso, Italy: love it or leave it, What is Left – hanno voluto ribadire uno dei valori fondanti dell’Unione Europea. 
Orban Wallace nel suo documentario ha seguito i profughi siriani che, camminando per centinaia di chilometri, afflitti da privazioni e pericoli, attraversano l’Europa alla ricerca d’asilo. Ma non è un altro film sui migranti, non è su di loro che ha voluto concentrare la sua attenzione. Ha rivolto ai giornalisti la sua cinepresa, svelando il meccanismo di costruzione dell’informazione, le sue contraddizioni e, a volte, anche le immancabili ipocrisie che stanno alla base della narrazione di questo drammatico esodo.

IL PREMIO 'IL CORAGGIO DELLE IMMAGINI' - Un congegno che Amedeo Ricucci conosce molto bene e che ha dimostrato in quasi 30 anni di carriera di voler gestire con rigore e serietà, come evidenziato dalla motivazione che accompagna il premio: «Amedeo Ricucci, professionista di valore assoluto, durante tutta la sua carriera, ci ha abituato a un uso e una proposta «nobile" delle immagini: ha saputo coniugare la forza e la densità informativa delle riprese, con il rispetto dell’essere umano (sempre al centro dei suoi servizi), riuscendo a raccontare in prima persona con grande equilibrio alcuni dei drammi della nostra contemporaneità. Ci ha mostrato il mondo e le sue contraddizioni eterne – espresse in particolare nelle guerre – con rispetto e partecipazione, con coraggio e determinata correttezza, offrendo a tutti gli spettatori italiani un autentico modello di ottimo giornalismo». Algeria, Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq, Palestina, Tunisia, Libia, Siria, sono solo alcuni dei luoghi che ha conosciuto e fatto conoscere. L’orribile uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin l’ha conosciuta in prima persona, così come ha assistito a quella del fotografo Raffaele Ciriello del Corriere della Sera a Ramallah. Sulla sua pelle ha vissuto l’esperienza del sequestro – in Siria, insieme ad altri tre giornalisti italiani (Elio Colavolpe, Susan Dabbous e Andrea Vignali) – a opera di una brigata di Jabhat al Nusra, passata in quegli stessi giorni all’ISIS, appena costituito.
Il primo premiato con Il coraggio delle Immagini ha accolto la notizia dichiarando: «Sono particolarmente fiero di questo Premio perché mi viene dato nell’ambito di un festival che rappresenta da sempre un punto di riferimento, in Italia, per i giornalisti che come me fanno reportage e documentari sui grandi temi internazionali. Credo inoltre che il futuro del giornalismo per immagini vada proprio in questa direzione: quella cioè dell’approfondimento, attraverso un approccio e uno 'sguardo' che restituiscano la complessità della realtà che ci circonda, fuori dalla logica perversa delle notizie da 'consumare', giorno per giorno». Ha voluto anche già annunciare il suo attuale impegno: «Sto lavorando ad uno Speciale del TG 1 sulle nuove frontiere del jihad, la 'Guerra Santa', dopo l’apparente sconfitta militare dell’ISIS. Darò la parola ai miliziani che sono attualmente in carcere in Siria e in Iraq, parlerò delle centinaia di bambini nati e cresciuti sotto lo Stato Islamico, discuterò con gli specialisti della sicurezza, per capire quali sono le prospettive di un fenomeno che si è affatto esaurito ma sta solo cambiando pelle».

IN MEDIATECA - Inoltre alle 10.30 in Mediateca (Palazzo Badini) le neomamme e i neopapà potranno godere di una proposta di un documentario a tema ambientale, insieme ai loro bambini, in un appuntamento che vuole permettere agli amanti del cinema di non dover rinunciare alla loro passione e di poter socializzare la visione. Interverranno Chiara Cristini, consigliera provinciale di Pari Opportunità di Pordenone, e Paolo Fedrigo di ARPA LaREA.
Inoltre, tutti i giorni negli spazi della Mediateca sarà possibile curiosare nelle proposte selezionate appositamente dal festival per realizzare un Bookshop specializzato e sperimentare la Realtà Virtuale con opere in rotazione che mostrano gli infiniti mondi generati da visori di ultima generazione.

Supplemento alla testata giornalistica «Diario del FVG» registrata presso il Tribunale di Udine n. 11/2016 del 14/08/2016