19 giugno 2018
Aggiornato 08:30
Cronaca | a pordenone

Blitz antidroga, Ciriani e Loperfido: «Determinante il contributo della nostra polizia locale»

«Premiata la linea di legalità e la collaborazione stretta con le forze dell’ordine. Risposta ai buonisti dell’accoglienza politicizzata»

Blitz antidroga, Ciriani e Loperfido: «Determinante il contributo della nostra polizia locale» (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - «Il contributo della polizia municipale guidata magistralmente dal comandante Rossi è stato determinante. Questa operazione premia la linea di legalità e la collaborazione che abbiamo stretto con le forze dell’ordine». Così il sindaco Alessandro Ciriani e l’assessore alla sicurezza Emanuele Loperfido sull’operazione antidroga svoltasi a Pordenone.

IL BLITZ - Ventidue stranieri, già richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta, sono stati arrestati per avere messo in piedi una imponente rete di spaccio. Alle indagini, svolte dalla Polizia, hanno partecipato anche agenti sotto copertura del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato di Roma. Alcuni pakistani e afghani, giunti in città come richiedenti asilo politico, che è stato loro negato, avevano a mano a mano iniziato a controllare il mercato delle droghe, sopratutto quelle leggere, spacciando nei parchi cittadini. Sono stati sequestrati circa tre chili marijuana, ma si stima che gli arrestati, ormai tutti fuori dal progetto di accoglienza istituzionale - vivevano per strada o in case private, ospiti di connazionali - avessero un giro di stupefacenti di almeno un chilo a settimana.

OPERAZIONE CONGIUNTA DELLE FORZE DELL'ORDINE - «Ringraziamo e ci complimentiamo con forze dell’ordine, questura, prefettura, procura e i nostri agenti. Questa operazione congiunta – sottolineano - è il frutto dell’intenso lavoro e del patto che abbiamo instaurato con le forze dell’ordine, tramite Rossi e i suoi uomini. Un lavoro fatto di forte collaborazione sul campo, scambio di informazioni, impiego di agenti dirottati a monitorare il territorio. In questi mesi di indagini abbiamo agito in silenzio – continuano - ora è giusto sottolineare il ruolo da protagonista e di impulso svolto dalla nostra polizia comunale, che per la prima volta nella sua storia ha condotto un’azione di tale portataL’operazione è la testimonianza che abbiamo fatto bene a seguire la linea di accogliere solo chi ne ha effettivamente diritto e di non tollerare situazioni di illegalità. E’, infine, la migliore risposta a certi buonisti dell’accoglienza politicizzata che ci hanno accusato con veemenza e ingenerosità di tutte le nefandezze, compreso il razzismo, solo perché – concludono - abbiamo perseverato senza cedimenti nella difesa della legalità e della nostra comunità».   

UN MONITORAGGIO DI LUNGA DATA - «L’operazione – aggiunge il comandante Rossi – è stata diretta magistralmente dalla Procura della Repubblica e condotta con sapienza e raffinata tecnica investigativa dalla polizia di Stato con la brillante collaborazione della polizia locale che – sin dall’inizio delle indagini – ha aggregato alcuni uomini presso gli uffici della Questura. Oltre una ventina di agenti, con la collaborazione delle unità cinofile della polizia locale di Venezia e Treviso, hanno invece preso parte, sempre sotto l’esperto coordinamento dei funzionari della polizia, alle fasi operative». Rossi rimarca anche il mandato ricevuto dall’amministrazione comunale ed eseguito dai suoi uomini per «un prezioso e costante lavoro assieme alle forze di polizia e uno sforzo continuo di controllo dei parchi pubblici e delle aree cittadine a rischio. Un monitoraggio sistematico iniziato non certo oggi, ma da lungo tempo».