19 giugno 2018
Aggiornato 08:30
Eventi & Cultura | giovedģ 3 maggio ALLE 21

23° Pordenone Music Festival: all'Auditorium Concordia il "Concerto dei due mondi"

Verranno proposte le celebri 'Quattro stagioni' di Vivaldi e le 'Estanciones Porteńas' di Piazzolla: un ponte simbolico per unire idealmente Europa e Sud America, nel nome della musica, linguaggio universale dell'umanitą

23° Pordenone Music Festival: all'Auditorium Concordia il "Concerto dei due mondi" (© Farandola)

PORDENONE - «Costruire ponti e non muri» sono le parole sagge e profetiche di Papa Francesco che ispirano il 'Concerto dei due mondi' in calendario giovedì 3 maggio all'Auditorium Concordia alle 21 per il 23° Pordenone Music Festival di Farandola. Durante la serata, infatti, verranno proposte le celebri Quattro stagioni del veneziano Antonio Vivaldi e, nella seconda parte, le Estanciones Porteñas dell'argentino Astor Piazzolla. Un ponte simbolico dunque, per unire idealmente Europa e Sud America, nel nome della musica, linguaggio universale dell'umanità. Protagonisti della serata l'Orchestra da camera San Marco, storica realtà pordenonese diretta da Alessio Venier, e Davide Alogna, noto violinista palermitano, reduce dai successi alla Carnegie Hall di New York e al Teatro alla Scala di Milano. Alogna è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo non solo per il suo magistero violinistico, ma anche per la sua mediterranea verve con la quale ama introdurre i brani al pubblico. Una serata dunque che si preannuncia piena di sorprese. Il 'Concerto dei due mondi', come tutti gli altri appuntamenti del Festival, inizia alle 21 ed è a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia la prenotazione: tel. 0434.363339; cell. 340.0062930; email: scrivi@farandola.it.

IL CONCERTO DEI DUE MONDI - 'Le quattro stagioni' sono il ciclo più noto di composizioni vivaldiane: si tratta di quattro concerti, ispirati ciascuno ad una stagione dell’anno. Fanno parte dell’opera 8, Il cimento dell’armonia e dell’invenzione, e costituiscono uno dei primissimi esempi di musica descrittiva. Nella primavera vengono descritti il canto degli uccelli, il temporale e la danza finale (il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del fedele cane mentre altri violini le foglie fruscianti). L’estate ha grande efficacia descrittiva: protagonista è la tempesta che si sente avvicinarsi da lontano nella calura estiva per poi scoppiare nel finale in tutta la sua virulenza. L’assolo descrive il pastore spaventato dal temporale improvviso. Protagonista dell’autunno è Bacco: ne viene descritta magistralmente l’ebbrezza provocata dal vino mentre nel movimento i 'Dormienti ubriachi' si sente il clima trasognato e tranquillo del dopo festa. Il terzo movimento si ispira alla tumultuosità e ai ritmi della caccia. L’inverno, dai toni pastorali, ha toni ovattati.
Nell’omaggio di Piazzolla si ritrova il mutare psicologico mosso dall’avvicendarsi delle stagioni, in un mix ineguagliabile di languore tanguero, suggestioni jazzistiche e un solido fondo di cultura e di musica classica.