23 giugno 2018
Aggiornato 11:30
Cronaca | esercitazioni

Simulazione di terremoto a Pordenone, coinvolte 250 famiglie e migliaia di studenti

Coinvolti tutti gli asili, scuole elementari e medie della città (più un liceo), 250 famiglie del centro, la casa di riposo Umberto I, il museo Ricchieri. In programma la telefonata d’allerta con la voce preregistrata del sindaco alle famiglie del campione prescelto

Simulazione di terremoto a Pordenone, coinvolte 250 famiglie e migliaia di studenti (© Comune di Pordenone)

PORDENONE – Niente panico, non è un terremoto vero ma solo una simulazione. Si, perché nel fine settimana Protezione civile e Comune hanno deciso di organizzare in città una serie di esercitazioni per testare l’efficacia del Piano comunale delle emergenze e delle relative procedure in caso di terremoto, coinvolgendo un campione di 251 famiglie del centro e parte delle scuole cittadine.

COINVOLTI MIGLIAIA DI STUDENTI E 251 FAMIGLIE - In particolare, venerdì 25 è in programma una prova di evacuazione delle scuole. «Hanno aderito gli asili e scuole elementari e medie di tutti e quattro gli istituti comprensivi della città – ha informato la dirigente scolastica Teresa Tassan Viol - più il liceo Leo Major (escluse invece le altre superiori, ndr) con le sue tre sedi», dunque migliaia di studenti, oltre 6 mila se ogni scuola decidesse di far partecipare tutte le sue classi. Sabato 26 l’evacuazione toccherà a 20 ospiti della casa per anziani Umberto I e, come detto, a 251 famiglie (in tutto circa 500 persone) di una parte del centro cittadino. «Non è un gioco ma un’operazione estremamente seria – è il messaggio del sindaco Alessandro Ciriani – perché serve a testare la nostra capacità di reazione e colmare eventuali lacune. Chiedo ai cittadini coinvolti di partecipare il più possibile e chiedo a tutti di interiorizzare il più possibile il messaggio di questa grande opera di sensibilizzazione. Serve sotto il profilo 'culturale' all’intera città». Per l’assessore Loperfido è «un’operazione fondamentale per la prevenzione e la formazione del personale e della popolazione. In caso di calamità tutti devono agire in modo coordinato (da qui il nome dell’esercitazione 'Sinergie a Pordenone') e sapere cosa fare senza farsi prendere dal panico». Sabato verranno messi in sicurezza anche alcuni beni del museo civico, mentre domenica 27 verrà simulata la ricerca di un disperso. Il Comune ha predisposto la pagina comune.pordenone.it/esercitazione2018 con tutte le informazioni.

EVACUAZIONE ASILI, ELEMENTARI E MEDIE - Il personale scolastico è stato già informato circa la simulazione di venerdì e comunque conosce le procedure da attivare in caso di emergenza. In mattinata, in un orario inconsueto naturalmente, suonerà la campanella. A quel punto gli alunni dovranno seguire le prime istruzioni che gli verranno indicate e poi uscire dall’edificio. Al termine della simulazione gli studenti rientreranno in classe per riprendere regolarmente le lezioni. Negli istituti saranno presenti in veste di osservatori i vigili del fuoco e gli operatori della Protezione civile per verificare che tutto si svolga in modo corretto.

EVACUAZIONE FAMIGLIE DEL CENTRO - L’esercitazione di sabato tocca una delle aree in cui è mappata la città sulla base degli eventi calamitosi. Vi rientrano piazzale Ellero dei Mille, piazza XX Settembre, piazzetta Cavour e parti più o meno ampie di corso Garibaldi e delle vie Trento, Trieste, Cavallotti, largo San Giorgio, le piazzette Abramo Freschi e Costantini, le vie San Giorgio, Rovereto e Torricella. Le 251 famiglie sono già state informate tramite lettera.

ALLERTA TELEFONICA DEL SINDACO - Sabato pomeriggio, all’incirca alle 15, il telefono di casa delle 251 famiglie-campione squillerà simultaneamente. E’ la chiamata d’emergenza con la voce preregistrata del sindaco Alessandro Ciriani. Il messaggio specificherà che si tratta solo di una esercitazione e inviterà gli occupanti delle case a lasciarle e raggiungere piazzale Ellero dei Mille che, secondo il piano comunale delle emergenze, è l’area di riferimento in caso di calamità per chi abita in quella zona (tecnicamente si chiama area di attesa numero 54). Per dare l’allarme il Comune utilizzerà l’Alert system, sistema che permette di chiamare contemporaneamente tutti i numeri fissi presenti nell’elenco telefonico. Per l’esercitazione è stata creata una lista ad hoc con solo le famiglie campione. Peraltro, i residenti in città che non sono presenti nell’elenco telefonico, ma desiderano essere ricompresi nell’alert system, possono allo scopo registrare il proprio numero fisso o mobile su comune.pordenone.it/alert.

IN PIAZZALE ELLERO - Una volta ricevuta l’allerta, chi intende aderire all’esercitazione dovrà appunto raggiungere l’area di attesa di piazzale Ellero. Se si verifica una calamità, infatti, per prima cosa bisogna andare nella propria area d'attesa dove si ricevono le prime informazioni sull'accaduto e i primi generi di conforto. A Pordenone sono state individuate 50 aree di attesa segnalate da un cartello con questa dicitura, ed è bene sapere dove si trova la propria (elenco su comune.pordenone.it/pianoemergenze). Si tratta di piazze, slarghi, parcheggi, spazi raggiungibili attraverso percorsi sicuri, adatti a servire da luoghi di prima accoglienza per la popolazione. Durante l’esercitazione, una volta giunti in piazzale Ellero i cittadini verranno invitati a trasferirsi nella tendopoli allestita accanto, nei giardini delle scuole Gabelli.

TENDOPOLI E BRANDE ALLE GABELLI - L’esercitazione simulerà il protrarsi del terremoto, nel qual caso il piano d’emergenza prevede appunto di indirizzare le persone dalle aree di attesa alle aree di ricovero, e cioè tendopoli e dormitori. Nel giardino delle scuole Gabelli saranno allestite 16 tende, ognuna al massimo per sei persone. Inoltre, saranno disponibili circa 20 brandine nella palestra della scuola. Gli alpini, nel capannone allestito ad hoc, prepareranno una cena-ristoro per gli operatori e per i cittadini che hanno aderito alla simulazione. E c’è anche la possibilità di vivere l’esercitazione fino in fondo, fermandosi a dormire sabato notte in tenda o in palestra. 

CASA UMBERTO I E MUSEO D’ARTE - Sabato verranno evacuati, come detto, 20 degli ospiti della casa Umberto I in piazza della Motta, sempre alle 15 circa. L’evacuazione, che si concluderà nei tempi tecnici necessari all’operazione, è stata concordata con la direzione della struttura e coinvolgerà sia anziani autosufficienti che non autosufficienti con l’esclusione di casi come per esempio i pazienti attaccati al respiratore. E’ comunque prevista anche per queste patologie una simulazione di evacuazione con alcuni figuranti. Gli autosufficienti verranno accompagnati alla mostra della Protezione civile allestita in piazza XX Settembre. «Siamo emozionati e concentrati» ha fatto sapere la direzione della casa di riposo. Prevista inoltre la messa in sicurezza dei beni culturali, che segue modalità precise. A tale scopo, alle 9 circa di sabato, i volontari imballeranno alcune statue e quadri per trasportarle fuori dal museo d’arte di palazzo Ricchieri. Le persone impegnate in questa attività hanno seguito un corso specifico tenuto dalla soprintendenza e dal nucleo tutela patrimonio dei carabinieri.

PROVA RICERCA DISPERSO E EVENTI INFORMATIVI - La tre giorni prevede anche altri momenti e iniziative. Sabato e domenica dalle 8 in piazza XX Settembre la Protezione civile, assieme alle associazioni che collaborano all’iniziativa, sarà presente con alcuni gazebo per spiegare il piano comunale di emergenza e come comportarsi in caso di alluvione e terremoto. Ci saranno anche dimostrazioni pratiche e l’esposizione di alcuni mezzi e strumenti. Sabato alle 20.30 in programma alla biblioteca civica una tavola rotonda sull’emergenza terremoto. Domenica, infine, si simulerà la ricerca di un disperso. Le operazioni verranno condotte dai vigili del fuoco («un banco di prova interessante» lo ha definito il comandante Doriano Minisini) coadiuvati dalla Protezione civile. Previste sia ricerche a terra che il soccorso fluviale.

L’IMPEGNO DEI VOLONTARI - Impegnati nella tre giorni oltre 300 volontari tra Protezione civile, alpini, Croce rossa, soccorritori, cinofili. «Presenti anche colleghi dal Veneto, Marche, Abruzzo e Lazio» ha comunicato il coordinatore della Protezione civile pordenonese Fabio Braccini. Il quale, spiegando il senso di tutta l’iniziativa, ha sottolineato che «noi abbiamo un bel piano d’emergenza ma se non lo proviamo non ha senso e non riusciamo a migliorarlo. La prima cosa che dovrà funzionare è il coordinamento, in particolare tra il centro operativo comunale e la Protezione civile regionale. Tutta la macchina operativa si metterà in moto e ne testeremo reazioni e tempi». Anche per Luciano Sulli, dirigente della Protezione civile di Palmanova, «le simulazioni sono importanti sia per testare il coordinamento con i sindaci, che è alla base del successo della nostra Protezione civile regionale, sia per oliare e correggere il sistema. Durante le calamità il panico e la confusione sono immediati e in queste situazioni è un grande passo avanti avere operatori formati e cittadini che sanno cosa fare. E’ il segnale di una comunità moderna e bene fa il Comune ha finanziare questa iniziativa». Della partita anche la prefettura che ha preannunciato una prossima esercitazione internazionale in città sul rischio idrogeologico.