19 giugno 2018
Aggiornato 08:30
Cronaca | contrasto alla criminalità

Polizia di Stato: Action day contro i furti di metallo

Un'azione coordinata in 12 Stati membri dell'Unione Europea per contrastare in maniera strutturata il fenomeno criminale. Si è svolta grazie alle Forze di Polizia e al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il 30 maggio

Polizia di Stato: Action day contro i furti di metallo (© Polizia di Stato)

PORDENONE - Il 30 maggio si è svolto l’action day contro i furti di metallo, durante il quale le Forze di Polizia e personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno operato sinergicamente, grazie anche al coordinamento, a livello locale, delle Autorità Provinciali di Pubblica Sicurezza, per contrastare in maniera strutturata questo fenomeno criminale. L’iniziativa, organizzata e coordinata, a livello nazionale, dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, è stata svolta, contestualmente, in Italia e in altri 11 Paesi dell'Unione Europea (Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Regno Unito).

OPERAZIONE EUROPEA - L’attività operativa è un chiaro monito per i criminali dediti al furto di metallo, in particolare del rame, e per alcuni operatori del settore che si imbattono, talvolta incautamente, in acquisti di metalli di dubbia provenienza. L’operazione è stata proposta dall’Italia nell’ambito della Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali e ha visto il coinvolgimento dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e dell’Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (Cepol).
Le Forze dell'ordine hanno effettuato controlli su tutto il nostro territorio presso i commercianti di rottami, nei cantieri, lungo le strade di frontiera e le linee ferroviarie. Sono stati controllati anche numerosi soggetti sospettati di ricettazione.

ACTION DAY - Durante l’action day sono stati effettuati dalle Forze di Polizia controlli incrociati in tempo reale con le banche dati di Europol. Il riscontro investigativo rileva che il metallo rubato è spesso trasportato attraverso diversi confini e venduto come rottame,  lontano dalla scena del crimine. 
In Italia hanno preso parte 10.427 operatori (suddivisi in 5.200 pattuglie) della Polizia di Stato, dell’Arma dei  Carabinieri e della Guardia di Finanza. Dai risultati, ancora parziali, emerge che sono state controllate più di 25mila persone e circa 2.000 aziende per lo più operanti nel settore del riciclo dei metalli. Sono stati effettuati, inoltre, rilevanti sequestri di rame e di altri metalli (alluminio, ottone, ferro / acciaio, ecc.) di  illecita provenienza e di veicoli utilizzati per trasportare il materiale. Inoltre, circa 100 funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno eseguito, presso diversi uffici doganali portuali e terrestri, 30 controlli sulle spedizioni internazionali che hanno interessato oltre 1.050.000 Kg. tra rottami e cascame di rame, ferro, acciaio, ottone e zinco.

GLI ESITI DEI CONTROLLI - L’attività di contrasto, a livello regionale, ha portato a controllare 21 scali ferroviari, 18 rottamai, 7 depositi lungo la linea ferroviaria ed ha visto l’impiego di 46 Operatori della Polizia Ferroviaria. Durante gli accertamenti investigativi sono state, inoltre, controllate 59 persone e 27 veicoli.
Per quanto attiene, invece, la sola provincia di Pordenone, sono stati controllati uno scalo ferroviario, 2 rottamai e sono stati impiegati di 5 Operatori della Polizia Ferroviaria. Durante gli accertamenti investigativi sono state, inoltre, controllate 17 persone e 6 veicoli. Non sono state elevate sanzioni né sono stati riscontrati illeciti di sorta e ciò a conferma che i costanti ed incisivi controlli effettuati dalla Polizia Ferroviaria a livello regionale hanno determinato una significativa riduzione dei furti di rame nell’ambito di competenza. La 'guardia' resterà comunque 'alta' ed i controlli continueranno nell’immediato futuro, al fine di mantenere il livello di sicurezza raggiunto nel Friuli - Venezia Giulia.