22 ottobre 2018
Aggiornato 19:00

Neiflex, esercitazione internazionale del rischio idraulico: simulata l'alluvione del 1966

"La Protezione civile è un settore che si forma, studia e si aggiorna perennemente per garantire tempestività e professionalità nel caso in cui si verifichino emergenze reali. Le esercitazioni come quella di oggi mettono in luce l'efficacia delle varie squadre", parole dell'ass. Riccardi
Protezione civile durante l'esercitazione di Neiflex
Protezione civile durante l'esercitazione di Neiflex (Regione Friuli-Venezia Giulia)

PORDENONE - «La Protezione civile è un settore che si forma, studia e si aggiorna perennemente per garantire tempestività e professionalità nel caso in cui si verifichino emergenze reali. Le esercitazioni come quella di oggi mettono in luce l'efficacia delle varie squadre, un lavoro del quale dobbiamo essere orgogliosi».

A NEIFLEX - Lo ha ricordato il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi partecipando quest'oggi a Pordenone alla quinta giornata dell'esercitazione internazionale sul rischio idraulico denominata Neiflex. In essa sono impegnati i volontari delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, il Dipartimento nazionale della Protezione civile e alcune squadre di soccorso provenienti da Austria, Francia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Federazione russa. Presenti per l'occasione anche il Capo dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli, il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani e il direttore della Protezione civile regionale del Friuli Venezia Giulia Luciano Sulli.

ALLUVIONE DEL '66 - Lo scenario ricostruito a Pordenone riproponeva ciò che accadde in occasione dell'alluvione avvenuta in Italia nel 1966. Lungo il fiume Noncello sono entrati in azione uomini e mezzi per il recupero di persone disperse, mentre all'altezza del ponte di Adamo ed Eva sono state innalzate delle paratie per evitare che l'esondazione interessasse le abitazioni prospicenti il corso d'acqua.

LA PRATICA E' TUTTO - I volontari e funzionari della Protezione civile impiegati durante la settimana di esercitazione sono stati circa un migliaio, di cui 300 del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della simulazione avvenuta nella Destra Tagliamento, Riccardi ha voluto mettere in evidenza come le periodiche prove pratiche, alle quali partecipano i volontari, rappresentino la forma più efficace di addestramento per dare una risposta efficiente in caso di vere calamità naturali.

PROTEZIONE CIVILE - «La nostra - ha detto il vicepresidente della Regione - è una Protezione civile in continuo aggiornamento e formazione per affrontare rischi non sempre calcolabili. È questo un lavoro del quale andiamo orgogliosi, che vede i volontari pronti ad entrare in azione in questa straordinaria opera a tutela della popolazione e del territorio».

SIMULAZIONE INTERNAZIONALE - Il fatto che un'esercitazione internazionale, coordinata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, venga svolta proprio in Friuli Venezia Giulia rappresenta per Riccardi un motivo d'orgoglio «poiché la nostra struttura è diventata una garanzia tanto per il sistema italiano quanto per quello oltre confine. Lavorare con i nostri uomini e mezzi - ha concluso il vicepresidente - rappresenta una base importante per simulare quelle azioni da mettere in campo per il governo delle emergenze».