23 settembre 2018
Aggiornato 10:30

Zannier, Pitina IGP: una "perla" che ci rende orgogliosi

Unica IGP della destra Tagliamento, conferisce il giusto risalto a un prodotto che, rappresentando un'icona per il territorio, pu fungere da tramite per la valorizzazione turistica
Zannier, Pitina IGP:  una "perla" che ci rende orgogliosi
Zannier, Pitina IGP: una "perla" che ci rende orgogliosi (Diario di Pordenone)

PORDENONE - Il riconoscimento della Pitina, l'insaccato di carni ovi-caprine tipico della Val Tramontina, quale unica IGP della destra Tagliamento, conferisce il giusto risalto a un prodotto che, rappresentando un'icona per il territorio, può fungere da tramite per la valorizzazione turistica. E per la rivitalizzazione della montagna pordenonese. E offrire nel contempo l'occasione per trattenere la popolazione nella vallata considerata, e in quelle adiacenti. È questo, in sintesi, il pensiero espresso dall'assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, alla presentazione, a Udine, della conclusione positiva del lungo iter volto ad assicurare un marchio identitario, unico, irripetibile, a un prodotto del quale, come ha ricordato l'assessore, anche nella memoria locale si riconosce l'esclusività nella tradizione norcina della Val Tramontina.

Che cosa è accaduto nelle ultime settimane rispetto al percorso per la sua valorizzazione avviato nel 2002? Il 19 giugno, è stato firmato dal Commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan, il regolamento per la produzione della Pitina IGP, che avrà valore di tutela in tutti gli stati della Ue. Atto, che ha concluso ufficialmente il suo percorso burocratico lo scorso 2 luglio.

La Pitina, viene attualmente prodotta da sei aziende, che si trovano nei Comuni di Tramonti di Sopra, Barcis, Cavasso Nuovo, Erto e Casso, e Maniago. Ma sono interessati dal regolamento anche i Comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Frisanco, Meduno, Montereale Valcellina, Tramonti di Sotto. Che sono compresi nelle Valli pordenonesi: la Val Tramontina, la Val Cellina e la Val Colvera. Si tratta di un'area, che ricade per buona parte all'interno del Parco delle Dolomiti Friulane, ambito territoriale riconosciuto nel Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco. In questa serie di elementi strutturali, derivati anche dall'antropizzazione di un territorio aspro, ma proprio per questo estremamente interessante, Zannier ha individuato la ricetta per valorizzare non soltanto l'area interessata.

Ma per arricchire l'offerta che coniuga l'agroalimentare e l'enogastronomia di pregio con la promozione turistica. Del territorio interessato, ma, vista la caratura della produzione di nicchia della Pitina, che dalla festa tradizionale locale di Tramonti di Sopra, nata, come ha ricordato il sindaco, Giacomo Urban, cinquant'anni fa, è divenuta ormai ricercata e ha contribuito a rianimare la ristorazione delle vallate, anche dell'intero Friuli Venezia Giulia. Una terra, ha ricordato Zannier, che può con orgoglio essere rappresentata anche attraverso le produzioni agroalimentari di pregio. Tra le quali, ora si è inserita anche la Pitina. Una valorizzazione, che per Zannier potrà favorire anche lo sviluppo della produzione locale, concorrendo a sostenere l'economia delle vallate. Anche se, ha concluso, la Pitina dovrà seguire un percorso di crescita della produzione graduale, per poter mantenere la sua attrattività presso i consumatori e degustatori, e il livello qualitativo raggiunto. Che è capace di esaltare sapori antichi, derivati dalle attività e dai costumi della civiltà contadina dell'area.