16 agosto 2018
Aggiornato 23:30

L' "Estate a Pordenone" continua all'insegna di letture, teatro, cinema e visite guidate

Biblioteca civica per ragazzi, visita guidata al borgo di Rorai Grande, teatri nel giardino del mondo, Cinema sotto le stelle
L' "Estate a Pordenone" continua all'insegna di letture, teatro, cinema e visite guidate
L' "Estate a Pordenone" continua all'insegna di letture, teatro, cinema e visite guidate (Diario di Pordenone)

PORDENONE - Mercoledì 1 agosto dalle 17 un pomeriggio all'insegna di letture, teatro, cinema e visite guidate. In Biblioteca civica, sezione ragazzi appuntamento con 'Se provo, riesco': laboratorio di letture animate con attività creative. Il laboratorio, strutturato in modo giocoso e creativo, è destinato ai bambini da 4 a 8 anni. La partecipazione agli incontri è gratuita, ma è necessario iscriversi telefonando allo 0434.392971 dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19.

VISITA GUIDATA - Mercoledì 1 agosto la visita guidata a cura di Susi moro nell’Estate a Pordenone sarà focalizzata sul Borgo di Rorai Grande, ricco si arte , ma anche di interessanti esempi di archeologia industriale, Il ritrovo è alle 18.30 davanti all’Oratorio di San Bernardino in via Tessitura, 17. L’itinerario inizia con la visita al cinquecentesco oratorio di San Bernardino, annesso a villa Rigutti Brugnera, e continua attraverso il parco dei laghetti di Rorai. In quest’area per secoli hanno trovato posto impianti produttivi di varia tipologia e importanza; è possibile ancor oggi ritrovarne le tracce e i resti nascosti.
Si giunge alla parrocchiale di San Lorenzo, il cui aspetto novecentesco nasconde un nucleo più antico come testimoniano gli affreschi interni alla chiesa realizzati da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone. La chiesa ospita anche la pala di Santa Lucia opera del grande maestro Michelangelo Grigoletti, che ci introduce idealmente al bassorilievo in bronzo che lo ritrae, affisso all’esterno della casa natale dell’artista, che si trova nelle vicinanze.

TEATRO - Torna per il terzo anno consecutivo 'Teatri nel Giardino del Mondo', la rassegna teatrale della Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone che costituisce una sorta di anticamera del Festival L’Arlecchino Errante. Come sempre la rassegna a ingresso libero è proposta ai cittadini pordenonesi di tutte le età nel parco della Casa Madonna Pellegrina. Dopo il positivo inizio, si prosegue mercoledì 1 agosto alle 19 con The Dado’s show, l’omonimo divertente clown proveniente dal Canada, una delle più pregiate scoperte del Festival Art ta l’ort di Fagagna.
Mercoledì 8 agosto, sempre alle 19, la chiusura della rassegna è affidata a Dwani - Risonanze, un perfetto programma di danza tradizionale indiana stile Bharatanatyam, portato in scena da Marianna Biadene dell’associazione Gamaka di Venezia.
Anche quest’anno, dopo ogni spettacolo, ci sarà il molto gradito aperitivo condiviso a base di pietanze proposte dagli ospiti della Casa Madonna Pellegrina. Come sempre il pubblico è invitato (senza impegno) a partecipare, offrendo a sua volta assaggi delle proprie delizie fatte in casa. In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno nel salone interno della struttura. Teatri nel Giardino del Mondo è sostenuta dal Comune di Pordenone (rientra infatti nel programma dell’Estate a Pordenone) e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nonché da Fondazione Friuli, Caritas Diocesana Concordia Pordenone, cooperativa Nuovi vicini, Banca Etica e ovviamente Casa Madonna Pellegrina.
La rassegna vuol essere una sorta di cross over culturale e presentare linguaggi e temi 'lontani e vicini'. Il luogo che la ospita è una delle ricchezze di Pordenone, ed ha un DNA di quiete e serenità, che non è mai venuto meno dai tempi in cui la Casa era una pensione per pellegrini e viaggiatori di ogni tipo fino ai tempi attuali in cui si presta come centro di assistenza per richiedenti asilo provenienti da varie parti del mondo.
La rassegna è una proposta rivolta alle famiglie residenti del quartiere, e del centro città, per l’utilizzo del parco-giardino come oasi di serenità e divertimento, dove si impara a convivere con le 'vie sospese' dei migranti e si offre loro una possibilità di partecipazione ai riti civili 'nostrani', che diventa apprendimento e conoscenza sul piano dei valori. Per questo gli spettacoli sono scelti, dal punto di vista tematico, nei territori della cultura universale. «La nostra rassegna - spiega Ferruccio Merisi presidente della Scuola Sperimentale dell’Attore - ha tre qualità molto apprezzate dal pubblico: la valorizzazione del parco della Casa Madonna Pellegrina, che così si offre alla conoscenza e all’utilizzo da parte del quartiere pordenonese in cui è collocata; i contenuti degli spettacoli che sono sempre di tipo formativo e insieme conviviale, parlando infatti di valori della famiglia, della comunità, delle 'biodiversità culturali', di festa e di speranza; e una certa ritualità della serata, aperta da piccoli momenti di benvenuto (con canti e danze) e chiusa dalla condivisione di cibi e bevande fatti in casa, cosa che a sua volta dà il via a lunghe e piacevoli conversazioni nel parco. Per questo abbiamo anche scelto un orario prima di cena per dare maggior libertà, soprattutto alle famiglie, di parteciparvi».

SPETTACOLI - Gran finale mercoledì 1 agosto, alle 21, nel chiostro della biblioteca di Pordenone - con uno spettacolo di burattini 'La lampada di Aladino' presentato dalla Compagnia L’Aprisogni, di e con Cristina Cason e Paolo Saldari – per la rassegna 'Ogni biblioteca è un’avventura. Storie dal vicino Oriente', la proposta dell’associazione Thesis di Pordenone destinata a bambini e adulti per le cinque sedi delle biblioteche di quartiere nell’ambito di Estate a Pordenone 2018. Articolato in otto incontri, curato da Claudio Cattaruzza e reso possibile dalla voce degli attori di Ortoteatro, il percorso 'Ogni biblioteca è un’avventura' ha riscosso grande successo anche in questa sua seconda edizione, realizzata ancora una volta in collaborazione con la Biblioteca Civica di Pordenone e quest’anno allargata al centro culturale Aldo Moro di Cordenons. Si è ancora una volta rivelata occasione per avvicinare i più piccoli al mondo narrativo e dei libri come momento formativo e di crescita culturale. Allo stesso tempo, la scelta delle biblioteche di quartiere ha permesso di incontrare diversi pubblici nei luoghi della loro 'quotidianità', promuovendo lo sviluppo dell’aggregazione sociale e la valorizzazione della comunità.
Omaggio ad Artemisia Gentileschi, mercoledì 1° agosto, alle 21 nel Convento di San Francesco, nell’ambito dell’Estate a Pordenne, con lo spettacolo prodotto dal’Associazione Teatrale e Culturale Le Muse Orfane, con Viviana Piccolo, testo e regia di Silvia Lorusso Del Linz.
La pièce teatrale si basa sulla figura di Artemisia Gentileschi, figlia del pittore Orazio Gentileschi, il cui coraggio e il cui talento ne hanno fatto una delle donne protagoniste della storia.
Artemisia Gentileschi denunciò l’uomo che le usò violenza, il pittore Agostino Tassi, subendo il primo processo per stupro della storia nel 1611, pagando in prima persona le conseguenze di questo atto di coraggio. Ha avuto una vita intensa attraversata da drammi e riconoscimenti, è stata la prima donna a entrare nell’Accademia di Pittura di Firenze, gestita da Michelangelo il Giovane, nipote di Michelangelo, lottando con tutte le sue forze contro il pregiudizio dell’epoca che non consentiva alle donne di esercitare la professione di pittore. Ha annoverato fra le sue molteplici amicizie anche Cosimo II De’ Medici, il pittore Cristofano Allori, e Galileo Galilei. La forza, la passionalità e la visione anticipatrice rispetto al tempo in cui è vissuta, ne fanno una delle figure più interessanti della storia. Le sue opere si possono ammirare oggi agli Uffizi di Firenze, al Museo Capodimonte di Napoli, a Londra.
La messa in scena nasce dalla collaborazione fra Silvia Lorusso, drammaturga e regista, e Viviana Piccolo, attrice e regista, accomunate dalla passione per la grande pittrice che ha segnato le pagine della storia con le sue scelte e con la sua arte.
Silvia Lorusso propone un’Artemisia Gentileschi donna-artista in perenne conflitto con il padre, con il quale, fin da bambina ha un rapporto di odio-amore; sulla base di questo assunto tutto quello che accade nella sua vita assume una luce particolare. Sul piano artistico Artemisia lamenta il fatto di «aver dovuto imparare prima a dipingere che a essere donna», cresciuta senza la madre, morta di parto, e in contatto solo con figure maschili: il padre stesso, i fratelli, i pittori della Bottega paterna. Ciò ebbe ripercussioni anche sul piano personale: stuprata a diciotto anni da un pittore della Bottega, Agostino Tassi, subì umiliazioni e anche la tortura da parte del tribunale, pur di fare condannare l’uomo. In seguito, per volere del padre, il pittore Orazio Gentileschi, acconsentì al matrimonio riparatore con il pittore fiorentino Pierantonio Stiattesi, artista poco dotato che cercò solo di sfruttare il successo e il denaro della moglie.
Artemisia Gentileschi trovò finalmente l’amore con il musicista inglese Nicholas Lanier, al quale rinunciò per non doverlo seguire in Inghilterra, dove lavorava il padre Orazio, e soprattutto per seguire la propria affermazione come pittrice e come donna.
Artemisia, per tutta la sua esistenza, visse un rapporto conflittuale sia a livello interiore che artistico, con il padre Orazio Gentileschi, che ormai vecchio e malato, dopo vent’anni di silenzio, da Londra le mandò una lettera con una richiesta d’aiuto. Nella pièce, l’autrice Silvia Lorusso riporta alla luce questo particolare episodio della vita della pittrice interpretata dall’attrice Viviana Piccolo, ripercorrendo così sulla scena i momenti che hanno caratterizzato l’esistenza di Artemisia Gentileschi.
Sul filo dei ricordi, assistiamo a quadri intensi ed emozionanti che ci raccontano il percorso di questa donna e pittrice straordinaria, fino alla decisione finale che la porterà a mettere da parte l’orgoglio e le recriminazioni per lasciare il posto all’amore filiale e alla decisione di raggiungere il padre a Londra.
Nascerà con questi presupposti a Greenwich, per il palazzo dei Re d’Inghilterra, un’opera d’arte realizzata assieme, l’unica che porta la firma di entrambi: Orazio e Artemisia Gentileschi, un padre e una figlia. La messa in scena prevede un montaggio incentrato sul racconto e sulle riflessioni della donna e dell’artista, con un allestimento essenziale e moderno. L’ingresso è gratuito.

CINEMA - Sarà Assassinio sull’Orient Express ad aprire il ciclo di proiezioni del mese di agosto per Cinema Sotto le Stelle: mercoledì 1 agosto alle 21 la Piazzetta Calderari si tingerà di giallo e di mistero con l’ultimo film di Kenneth Branagh, tratto dall’omonimo romanzo di Agatha Christie.
Sullo sfondo degli anni Trenta, dell'Art déco e del turismo esotico, Hercule Poirot scova colpevoli e sonda con perizia le sottili meccaniche criminali. Atteso a Londra con urgenza, trova sistemazione, lusso e conforto sull'Orient Express. Ma una valanga e un omicidio interrompono presto i suoi piccoli piaceri, la lettura di Dickens e la simmetria delle uova la mattina. Mister Bouc, il direttore del treno preoccupato della polizia e dello scandalo, chiede a Poirot di risolvere il caso. Bloccato con tredici passeggeri, tutti sospettati, il celebre detective improvvisa un'indagine che lo condurrà dove nemmeno lui aveva previsto. Ridley Scott, con un cast d’eccezione, tra cui Michelle Pfeiffer, Johnny Depp, Daisy Ridley, Josh Gad, Judi Dench e Penélope Cruz, produce il remake del best steller della regina del giallo: un meccanismo ad orologeria che affascina e intriga, anche chi già sa chi sia l’assassino! In caso di maltempo le proiezioni si terranno, alla stessa ora, in SalaGrande a Cinemazero.