20 ottobre 2018
Aggiornato 13:00

Polo teatrale nell’ex asilo, lo gestirà la Scuola sperimentale dell’attore

Previsti corsi teatrali amatoriali e professionali; spettacoli e attività per il quartiere, la città, i disagiati; produzioni artistiche internazionali. Il sindaco Ciriani: «Modo intelligente di investire i soldi pubblici che vengono restituiti in offerta culturale per tutti»
Polo teatrale nell’ex asilo, lo gestirà la Scuola sperimentale dell’attore
Polo teatrale nell’ex asilo, lo gestirà la Scuola sperimentale dell’attore (Comune di Pordenone)

PORDENONE Sarà la scuola sperimentale dell’attore a gestire il nuovo centro di formazione e produzione teatrale che nascerà nell’ex asilo di via Selvatico, nella splendida villa stile liberty in gran parte chiusa e inutilizzata da anni. L’associazione che organizza il festival dell’Arlecchino errante ha infatti vinto il bando pubblico indetto dal Comune. A novembre cominceranno i primi lavori che verranno eseguiti dai gestori con un contributo comunale. Inaugurazione entro la prima metà del 2019. Ad anticipare il progetto, che ora prende forma, era stato a marzo scorso il suo promotore, il sindaco Alessandro Ciriani. Gli scopi? Arricchire ulteriormente la scena artistica cittadina ridando nel contempo vita a un altro immobile abbandonato da anni.

CORSI, SPETTACOLI, PRODUZIONI – Il nuovo centro sarà una realtà glocal, locale e globale contemporaneamente, che coinvolge Pordenone ma che coltiva anche contatti e produzioni artistiche internazionali. «Le attività saranno tantissime – spiega Ferruccio Merisi, direttore della Scuola sperimentale -  avremo due linee di formazione, una 'popolare' che rispetta tempi e ritmi di chi lavora o studia, e l’altra costituita da corsi di perfezionamento per attori già formati o per ragazzi che escono dalle accademie e vogliono specializzarsi prima della professione, anche con l’aiuto di docenti dall’estero. Dall’altro lato – continua - ci saranno iniziative e spettacoli per il quartiere, i bambini, gli adulti e gli anziani. Insomma, il teatro nella sua dimensione di socializzazione, anche per disagiati e disabili. Ultimo ma non ultimo, svilupperemo il nostro lavoro di ricerca e produzione con le realtà internazionali con cui dialoghiamo da anni, e confezioneremo produzioni per l’estero. E poi – argomenta Merisi – ci metteremo a vivere e «respirare» il luogo, magari per elaborare via via cose nuove fatte per quel posto, per la sua posizione e la sua responsabilità nei confronti della città. Perché questo nuovo polo culturale, non dimentichiamolo, sarà aperto alle realtà e alle produzioni artistiche della città».

RINASCE UN ALTRO IMMOBILE - «Nel nostro programma – argomenta dal canto suo il sindaco Ciriani - c’era scritto che i luoghi pubblici chiusi e abbandonati dovevano essere restituiti alla comunità, e così stiamo facendo. Ne abbiamo già aperti diversi, destinandoli a iniziative sociali, sportive o culturali. In questo caso la gestione va a un’eccellenza della nostra terra. Si svolgeranno attività per gli allievi della scuola ma anche per la popolazione e il quartiere e per iniziative di carattere sociale. Un sistema intelligente per investire i soldi pubblici – conclude Ciriani - facendo in modo che vengano restituiti in termini di offerta culturale per tutti. L’immobile è di oltre 800 metri quadrati e ha un ampio giardino inutilizzato, anch’esso di circa 800 metri quadrati, con ingresso pedonale indipendente. «La struttura ha il duplice vantaggio di essere vicina a un parcheggio multipiano e al centro storico» osserva l’assessore ai lavori pubblici Walter De Bortoli che, con il sindaco, si è impegnato nell’operazione.